BORZONASCA(Capoluogo e dintorni):

A pochi chilometri dal Golfo del Tigullio, nell’Appenino Ligure orientale, si estende il territorio del Comune di Borzonasca: un’oasi verde dalle infinite gradazioni, una terra incantata fatta di monti e valli solcati da acque pure e cristalline.

Raggiungere Borzonasca significa immergersi in un ambiente incontaminato, in cui è piacevole riposarsi, fare lunghe passeggiate ed escursioni, conoscere tesori di storia e di cultura, andare alla scoperta di ristoranti tipici, o praticare sport.

A pochi minuti dal mare, vi attende un viaggio nel tempo, in un mondo magico dove il ritmo della natura prevale, e la tranquillità e il silenzio sono elementi fondamentali di un paesaggio che cambia in continuazione ed offre diversi modi di trascorrere una vacanza nel verde.

Borzonasca è collocata al centro di un territorio ricco di testimonianze storiche e di leggende.
Da sempre luogo di passaggio obbligato tra il mare e la pianura, Borzonasca ha conservato nella configurazione urbana le tracce di un passato illustre e di una storia mercantile.
Il suo centro storico, riqualificato in modo da esaltare ogni vicolo e piazzetta, ha un carattere particolare, inconfondibilmente “ligure” e, con le sue facciate dipinte “alla genovese”, mantiene intatto il fascino del “vecchio borgo”.

Nelle vicinanze di Borzonasca, è collocato uno dei monumenti più importanti del patrimonio storico-architettonico ligure: l’Abbazia di Borzone, questo eccezionale complesso religioso in stile gotico-romanico, monumento nazionale dal 1910, sorge fra i boschi e costituisce uno dei più antichi insediamenti benedettini d’Italia.

Visitare l’Abbazia vi riporterà di colpo nel cuore del Medioevo, così come scoprire poco lontano un altro misterioso monumento, individuabile osservando a distanza la rocca di Borzone: il “Grande Volto Megalitico“, scolpito sulla roccia.

Tale effigie rupestre che spunta fra la vegetazione, ha i lineamenti di Cristo ed è al centro di numerose leggende.

Da li, percorrendo un sentiero immerso nel verde, potrete raggiungere i ruderi dell’antichissima chiesetta romanica di San Martino di Liciorno, risalente all’anno mille e, proseguendo, arrivare al borgo di Sopralacroce dal quale partono numerosi percorsi per il Monte Aiona, cuore del Parco dell’Aveto.

 

Frazione di Sopralacroce

Il territorio di Sopralacroce ha un territorio di circa 2.500 ettari.
Costituito a Comune durante l’era napoleonica (1812) con circa 1200 abitanti, rimase autonomo fino al 1859 quando entro a far parte del Comune di Borzonasca.
Nel periodo compreso tra il 1850 ed il 1900 Sopralacroce divenne una nota stazione Italiana idro-climatica.

Tutto il territorio di Sopralascroce fu dichiarato idoneo per cure anemiche ed esaurite di soggetti nervosi e/o ammalati dell’apparato respiratorio.

Zanoni veniva scoperta una sorgente di “acqua acidulo-ferruginosa a 12°C di temperatura, batteriologicamente pura, ricca di acido carbonico, carbonato di ferro e magnesio” e fu così che nel 1846 sorse anche un piccolo stabilimento per bagni e bibite di acque ferruginoso-calcica.

I turisti arrivavano da Roma, Genova, dalle due Riviere e anche dall’America.
Tra i frequentatori di Sopralacroce va ricordato Giambattista Prandina, medico di Garibaldi, giunto a Chiavari nel 1849.

Trasferitosi a Milano nel 1857, continuò a trascorrere l’estate a Sopralacroce fino al 1886.
Attualmente Sopralacroce fa parte del Comune di Borzonasca da cui dista circa 7km.
Il territorio di Sopralacroce si compone di “sette ville”: Belvedere, Bevena, Prato, Perlezzi, Vallepiana, Zanoni e Zolezzi.

Il nucleo principale è Prato, 600 metri s.m.l., protetto a nord dal Monte Aiona e dai Monti Nero e delle Lame, ad ovest dal Ghiffi, a sud si può ammirare lo sperone delle Rocche di Borzone ed a est la cima dell’Agugiaia.

Al centro di Prato si trova la Chiesa Parocchiale rinascimentale dedicata a Santa Maria Assunta.
Tutti i paesini sono caratteristici per la loro posizione, per le loro tradizioni e per i tipi di costruzione, dove spesso i ruderi si fondono mirabilmente con la natura creando suggestive visioni d’arte.

Sulla vecchia strada pedonale che collega Zolezzi a Prato si trovano i resti, immersi nei boschi folti di vegetazione, di una antichissima chiesetta romanica del X secolo di San Martino di Liciorno, ampliata durante l’età barocca ed abbandonata verso il XVIII secolo.
Innumerevoli sono le escursioni che da questi borghi si possono effettuare raggiungendo le malghe per l’alpeggio del bestiame presente sul territorio ed i rifugi escursionistici godendo di panorami che spaziano dalle Alpi Marittime al Mar Ligure.
Infine si ricordano le zone di Prato Mollo, 1500 metri s.l.m., con la “Pietra Borghese” dalle proprietà magnetiche ed il Monte Aiona, 1700 metri s.l.m., meta di escursioni.

Altri luoghi di interesse: lago artificiale di Zolezzi, ruderi dell’ antica chiesa di San Martino di Liciorno, ponte romano con due arcate della vecchia mulattiera sul fiume Penna, Rocca Marcia (attrezzata Palestra di Roccia).

 

MALGA PERLEZZI

LOCALITA’ PERLEZZI DI SOPRALACROCE

La Malga Perlezzi è ubicata poco sopra la frazione Perlezzi, e più precisamente sul versante sud del Monte Aiona.

Essa è raggiungibile a piedi (attraverso numerosi sentieri che attraversano la vallata) oppure in automobile partendo da Borzonasca seguendo le indicazioni stradali per Prato Sopralacroce e da qui imboccando la strada carrozzabile sterrata per la Malga Perlezzi.
L’area fa, anche, parte del Parco Naturale Regionale dell’Aveto.
Nella zona sono stati rinvenuti diversi reperti archeologici che, attualmente, sono conservati presso il Museo per la Preistoria e la Protostoria del Tigullio (per maggiori informazioni tel. 0185 320829).

La malga di Perlezzi è oggi, in Liguria, una delle poche quasi completamente recuperate.
Tuttavia la sua funzione è ormai quasi interamente turistica.

In quest’area e lungo la strada che conduce alla Malga sono stati recuperati numerosi (oltre 350) manufatti in diaspro rosso e selce, utilizzati dai cacciatori nella preistoria, come grattatoi e lamelle. L’area, per l’abbondanza di manufatti litici, può essere interpretata come una stazione di caccia della preistoria.

 

ALTRE MALGHE:

  • MALGA DI ZANONI:

La malga di Zanoni, con l’omonimo rifugio, risulta completamente recuperata.
Ubicata a 1077m. s.l.m. la sua funzione è ormai quasi interamente turistica.

 

  • MALGA DI VALLEPIANA:

Una delle ultime malghe della Liguria.

Da qui si può raggiungere l’alpeggio del bestiame ed i rifugi escursionistici presenti sul territorio.

 

Giaiette – Laghetto del Bocco

Loc. Giaiette

Percorrendo la Strada Provinciale 26bis e successivamente la Strada Provinciale 3 (Parma), che collegano Mezzanego con Tornolo, si rasentano le strette gole della Val Mogliana e toccando, prima, San Siro Foce e, dopo, Montemoggio si giunge al Passo del Bocco posto a 956 metri s.l.m.

Da questo valico proseguendo verso Parma, dopo poco meno di 1km, si incontra la silente frazione di Giaiette con la sua caratteristica Chiesa Santuario del Sacro Cuore.
Di fronte all’abitato di Giaiette sorge il Laghetto del Bocco.

Si tratta di un piccolo lago artificiale che il Parco Regionale dell’Aveto ha valorizzato ideando un percorso naturalistico attrezzato lungo le sue sponde.

Il percorso è anche attrezzato con un’area di sosta e picnic.

 

Montemoggio

Montemoggio, sito nella Val Mogliana a 605 metri s.m.l., si raggiunge percorrendo la Strada Provinciale che da Borgonovo Ligure conduce a Parma.
La strada, passato il Castello Rocca di Borgonovo, si inerpica fino al Passo del Bocco rasentando le strette gole del Torrente Mogliana.

Posto sul crinale tra la Val Mogliana e la Valle Sturla, da qui si può osservare il bellissimo paesaggio che abbraccia le due vallate.

Sovrasta il paese la Chiesa Parocchiale di San Martino.

Edificata nel XIII secolo ed assoggettata alla Parocchia dell’Abbazia di Borzone.
La separazione da quest’ultima avvenne il 16 Luglio 1626.

Di fianco alla Chiesa sorge il palazzetto del Seminario di Chiavari, costruito nel 1921.
Caratteristica è la Piazzetta dei Dodici Sposi, antistante la Chiesa, dove sei coppie celebrarono contemporaneamente la solennità del rito nuziale. Completano, più in basso, l’abitato di Montemoggio le frazioni di Lagù e Terze.

Da Montemoggio è possibile compiere interessanti escursioni a Giaiette, al Passo del Bocco ed alla faggeta del Monte Zatta.

Quest’ultima ricoperta, per quasi 400 ettari, di alti faggi forniva, anticamente, grandi quantità di legname alla Repubblica Marinara di Genova

 

Dalla Frazione di Montemoggio proviene la Famiglia Lagorio che nei vari secoli ha dato i natali a commercianti, magistrati, banchieri, uomini di stato delle Repubblica di Genova, Regno di Sardegna, Regno d’Italia e Repubblica Italiana.

 

Della Frazione di Montemoggio è anche originario il Senatore Luigi Devoto (1864-1936), medico, politico e senatore del Regno nel 1934. Diede vita alla CLINICA DEL LAVORO  – ed alla  FONDAZIONE ANTONIO DEVOTO.

 

Asenino

La frazione di Asenino sorta, molto probabilmente, dopo la metà del 1800 deve il suo nome all’etimo asinello perchè un membro dell’unica famiglia residente (Famiglia Devoto) conduceva ogni giorno a Borzonasca il suo asinello per fare commissioni.

Piccolo era il padrone e piccolo era l’animale.

Da qui il diminutivo di asinello (Asenino).

La leggenda vuole invece che la sua origine sia dovuta ad un mitico Re Fiorello che, stabilitosi tra i boschi, instaurò una specie di regno che dalle spalle di Borzonasca si estendeva fino a Montemoggio.

Dopo essere stato quasi completamente abbandonato nel corso del XX secolo, oggi il nucleo storico è stato sapientemente recuperato conservando quel folklore e quella cultura di un tempo ormai lontano.

Completamente circondato da folti boschi è raggiungibile attraverso la strada che si diparte dalla strada che conduce a Borzone, in corrispondenza del Campo Sportivo di Pian Ponzino.
Sopravvivono, infatti, alcune abitazioni dove si possono ammirare una pietra ed criptoportico recanti le date 1768 e 1745.

 

Abbazia Sant’Andrea Borzone

Loc. Borzone

Incastonata nel verde dei prati e delle colline della Valle Sturla, alle spalle della Riviera Ligure di Levante, sorge l’Abbazia di Sant’Andrea di Borzone. L’Abbazia è uno dei più antichi monasteri della Liguria, fondata nell’Alto medioevo dai monaci di Bobbio sulle rovine di una delle più importanti fortezze bizantine liguri, edificata nella prima metà del VI secolo, che svolgeva la funzione di raccordo tra la Riviera, la Val D’Aveto, la Val di Vara e conseguentemente con l’intera Val Padana. Ad oggi è ancora incerto chi e quando venne edificata la chiesa ed il monastero. Documentazione controversa dimostrerebbe l’esistenza del nucleo di Borzone già nel 774 (documento in cui Carlo Magno, delineando la giurisdizione del monastero di Bobbio, cita il territorio di Borzone). All’interno di un documento datato 972, sempre di provenienza incerta, Ottone I di Sassonia (Imperatore Del Sacro Romano Impero) fa chiaro riferimento ad “il monastero e la villa di Borzone”. Una bolla di papa Callisto II, datata 1 aprile 1120, cita chiaramente il complesso di Borzone e ne attribuisce la giurisdizione all’Abbazia di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia. Pertanto sembrerebbe trovare conferma l’ipotesi, nicchiata e tramandata nella tradizione popolare locale, che il complesso di Borzone venisse fondato dai monaci dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio. Tuttavia proprio la mancanza della citazione delle proprietà di Borzone nei documenti storici di Bobbio ne farebbero presupporre la retrodatazione della sua edificazione di alcuni secoli. Diviene Abbazia per volere dell’Arcivescovo di Genova Ugo (detto Ugone) Della Volta e nel 1184 viene officiata ai monaci Benedettini (25 monaci tra i quali 2 italiani) della Chaise-Dieu dell’Alvernia (Alta Loira – Francia). I Benedettini vi rimasero fino al 1535 quando l’Abbazia venne trasformata in commenda e così perdurò fino al 1847. Nel suo periodo più prosperoso l’Abbazia di Borzone dominava tutta la Valle Sturla ed aveva sotto la sua giurisdizione una quindicina di chiese della regione, due priorati ed un ospizio. Tra queste la Chiesa di Santa Maria del Taro (Tornolo – PR), l’Oratorio dei Poveri di Nostra Signora Assunta della Cervara ed il priorato di Santa Maria del Monte Mulazzo (Pontremoli – MS), Sant’Eufemiano e San Giustiniano di Graveglia, San Tommaso e Sant’Antonio di Breccanecca (Lavagna), San Martino di Maxena (Chiavari), San Martino di Licciorno in Val di Penna, la “Casa di Dio” di Chiavari ed il monastero di Sant’Antonio di Prè a Genova (distrutto nel 1881 per far posto all’attuale stazione ferroviaria di Porta Principe). Tra i vari Abati-Cardinali-Commendatori spicca Michele Ghislieri futuro papa San Pio V che fu “rettore” di Borzone dal 1561 al 1566. La chiesa attuale, preceduta da un cipresso secolare, venne ristrutturata ed ampliata nel 1244 sotto la guida dell’Abate Gherardo di Cogorno dei conti di Lavagna. L’epigrafe murata nella torre campanaria documenta il committente e la data di tali lavori. Tale intervento fece dell’Abbazia un unicum nel panorama ligure, dove gli stilemi della Chaise-Dieu furono riproposti con uno spiccato gusto per il cromatismo creato dall’accostamento della pietra (di colore grigio) al mattone (di colore rosso)- Il complesso cenobico si presenta a tutt’oggi nella facies due-trecentesca, alla quale si sono aggiunte alcune strutture posteriori e rivisitazioni di Età Moderna. La chiesa è orientata alla ravennate: col prospetto principale rivolto a ponente, la parete settentrionale dà verso la montagna, quella meridionale verso la valle. Si tratta di una costruzione con parti in pietra da taglio e muratura in mattoni e pietrame. Pietre e mattoni sono disposti secondo uno schema ad arcatelle, su due ordini, con cornici e riseghe. Il disegno delle pareti interne è analogo ma non corrispondente a quello delle pareti esterne sopradescritte, infatti se internamente i due ordini di arcatelle risultano allineati allo stesso livello, esternamente questi risultano sfasati in ragione della diversa altezza del terreno sui fianchi. Un’altra unicità è data dalla torre campanaria. Questa, è per due terzi a risentita bugnatura (o bugnato a cuscinetto), così magistralmente lavorata da suggerire a taluni che si tratti di opera romana; nel terzo superiore è ornata con un ordine di arcatelle cieche riprendenti il motivo dei fianchi della chiesa, sormontato da grandi trifore. Manca la cuspide, visionabile solo su alcuni bozzetti grafici che, secondo la tradizione popolare locale, sarebbe andata distrutta nel XIX secolo. All’interno dell’Abbazia, in prossimità dell’altare maggiore, era il polittico di Sant’Andrea, eseguito da Carlo Braccesco nel 1484, oggi conservato nel Museo Diocesano di Chiavari (quello attualmente alle spalle dell’altare maggiore è una mera riproduzione dell’originale). Negli anni trenta del XIX secolo la navata fu sopraelevata, venne ricostruito l’abside e sulla parte superiore della facciata principale fu aperta una finestra semicircolare. Nel 1894 sotto la guida dell’Abate Pietro Repetto altri importanti lavori furono eseguiti all’interno dell’Abbazia, tra cui il pavimento ed l’attuale coro. Il 10 marzo 1910 l’Abbazia viene dichiarata Monumento Nazionale. Dal 2000 al 2012 importanti lavori di restauro conservativo sono stati apportati all’intero complesso abbaziale di Borzone. Dal 18 febbraio 2007 l’Abbazia di Borzone ha acquisito la fisionomia di “Casa di Preghiera”. In data 27 maggio 2010 l’intero complesso di Borzone con decreto del Ministero dei Beni e Delle Attività Culturali viene dichiarato di “interesse storico artistico particolarmente importante”.
Il 14 settembre 2014 Padre Attilio Franco Fabris, già della Congregazione dei Padri passionisti, è divenuto a Borzone il primo monaco diocesano. Si tratta di un passaggio storico per la vita dell’Abbazia, che torna ad essere vissuta da un monaco, dopo cinque secoli.

 

Volto megalitico di Borzone

Loc. Borzone

Il volto megalitico di Zolezzi è un’antica scultura rupestre situata presso il borgo di Zolezzi, in località Rocche di Borzone.

Scoperto dal Sig.Armando Giuliani, assessore del Comune di Borzonasca, durante un sopralluogo del Comune per la costruzione della strada carrozzabile nel 1965, con i suoi 7 metri d’altezza è considerato la scultura rupestre più grande d’Italia e d’Europa e probabilmente la più grande del Mondo.

Il ritrovamento, fu subito ripreso e documentato da alcuni quotidiani locali,ed attirò fin da subito l’attenzione degli archeologi e dei media.

Ad oggi, è stata rinvenuta solo una scultura simile i in Nuova Zelanda (colosso di Whangape).
Si tratta di un viso scolpito sulla roccia che la tradizione popolare attribuisce a Cristo e che la leggenda vuole sia stato scolpito dagli antichi monaci che vissero nella vicina Abbazia di Borzone.
La leggenda vuole che, una volta all’anno, gli abitanti della valle si radunassero davanti alla grande scultura per ringraziare la Divinità.

Quando i frati si allontanarono dal monastero, anche questa tradizione dei valligiani decadde, e la gigantesca scultura venne inghiottita dalla vegetazione e dimenticata”. (da “Favola itinerante dell’uomo dell’Età della pietra in Liguria”, P. Gaietto, Genova 1976).
In realtà, sono ad oggi incerte, sia l’origine sia la paternità dell’opera sia la datazione ed esistono varie teorie in proposito.

La sua origine sarebbe attribuita al Paleolitico superiore (da circa 20.000 a 12.000 anni fa).
C’è incertezza anche su alcuni particolari della raffigurazione stessa; per esempio ci si chiede se, come appare, il volto sia incorniciato da capelli e una sorta di copricapo, e se, quindi, sia un uomo o una donna. Se infatti il Volto risalisse al Paleolitico, si tratterebbe molto probabilmente di una divinità, che potrebbe essere tanto maschile quanto femminile.
Uno studioso ha ipotizzato inoltre che il retro della scultura, coperto dalla fitta vegetazione, potrebbe celare un’altra immagine, dato che il bifrontismo è frequente nelle sculture antropomorfe del Paleolitico.

La scultura è imponente, ed ha una altezza di circa 7 metri ed una larghezza di circa 4 metri.
Dell’enigmatico megalite, si è interessata anche la popolare trasmissione televisiva di Rai 2 “Voyager” che le ha dedicato un servizio ed ha riacceso il dibattito intorno a quest’opera http://www.youtube.com/watch?v=p88xTrlJG-8

In attesa che il Volto venga studiato a fondo da esperti, resta il mistero ad avvolgere la realizzazione e il significato della scultura, che sembra vigilare dall’alto sulla vallata del Penna e sulle antiche vie di comunicazione che collegavano il Tigullio alla Pianura Padana

 

PIETRE APOTROPAICHE

Loc. Borzone e Zolezzi.

Antichi volti scolpiti nella pietra che servivano, probabilmente, ad allontanare gli spiriti maligni (dal greco apotròpaios: “che tiene lontano”).

Venivano posti sull’uscio delle abitazioni o anche a protezione delle fonti.

 

San Martino di Liciorno

Loc. Zolezzi/Val Penna

Antichissima chiesa romanica, eretta nell’XI Secolo dai Benedettini dell’Abbazia di Borzone, San Martino di Liciorno fu per lungo tempo la principale chiesa parrocchiale dell’intero comprensorio.

Dal 1181 al 1536 fu amministrata proprio dai Benedettini di S. Roberto della Chaise Dieu di Francia, subentrati ai Colombaniani.

Trattandosi di una fondazione di regola monastica, i sacerdoti che gestivano la pieve erano tenuti a offrire ospitalità a viandanti e pellegrini, e non è da escludere che il complesso fosse in origine dotato di strutture apposite, ora scomparse.

Nei pressi della chiesa, comunque, era documentato anche un piccolo cimitero, del quale si sono perse le tracce.

Nel XV Secolo, San Martino venne sostituita come parrocchiale dalla chiesa di Nostra Signora Assunta di Prato-Sopralacroce, e utilizzata solo per particolari festività come il Giorno di San Rocco (16 agosto).

Definitivamente abbandonata nel XIX Secolo, oggi è solo un suggestivo rudere perso nei fitti boschi della Val Penna

 

BRIZZOLARA

Frazione di Borzonasca che si sviluppa lungo la Strada Provinciale 586 della Val d’Aveto.

 

Lago di Giacopiane

Giacopiane

Invaso artificiale situato a 1020 m di altitudine circondato da rocce di rilevante interesse geologico e foreste di faggi. Visitabile con permessi rilasciati dal Comune di Borzonasca e dai bar locali.

 

Altri laghi:

  • lago piccolo di Giacopiane;
  • lago di Malanotte;
  • diga di Zolezzi.

 

Temossi

Temossi è una frazione del comune di Borzonasca a 620 metri sul livello del mare.
E’ raggiungibile attraverso la strada provinciale 586 della Valle dell’Aveto.
Temossi secondo la toponomastica ufficiale indica la “Terra del timo”; tuttavia la tradizione locale attribuisce al nome il significato di “Terre mosse”.

Questa seconda ipotesi è sostenuta dai numerosi movimenti franosi che interessano la zona.
Le origini certe del Paese risalgono all’alto medioevo quando Ottone I del Sacro Romano Impero nel 972 lo cita come “Temosum” insieme alla vicina Butigarin…um (Bertigaro).
Gode di una vista panoramica sul monte Ramaceto e il monte Cucco, il passo della Forcella e l’acrocoro dell’alta valle Sturla.

Nelle vicinanze di Temossi si trova anche il piccolo nucleo abitato di Montemozzo.
Le località vicine sono Bertigaro, Stibiveri, Gazzolo, Campori e Barca di Gazzolo, mentre poco sopra si trovano i laghi di Giacopiane e il monte Bregaceto meta di piacevoli passeggiate attraverso le pinete, passando dall’abitato di Montemozzo.

A Temossi si trova la Chiesa della Madonna dell’Assunta. Fu fondata dai monaci di San Colombano di Bobbio nel XIII secolo, assoggettata alle dipendenze della comunità parrocchiale di Borzone e nominata a prevostura il 29 agosto del 1882. Nella navata sono custodite le spoglie del capitano Della Cella, di una nobile famiglia e ricordato per la sua partecipazione alla battaglia di Lepanto del 1572

 

PASSO FORCELLA – VISTA PANORAMICA + MONUMENTO NEONATO:

Passo appenninico posto ad 875m s.l.m. che unisce la Valle Sturla con la Val d’Aveto.

Punto di passaggio dell’Alta Via dei Monti Liguri è collocato sul crinale spartiacque Tirreno-Adriatico. Da qui partono facili escursioni alle cime circostanti godendo di panorami che spaziano dalle Alpi Marittime al Mar Ligure.

Al passo della Forcella è collocata una cappelletta dedicata alla Madonna delle Rocche.

 

ACERO

Acero è una frazione del comune di Borzonasca. Qui si trova il Castagno Monumentale dichiarato albero monumentale dalla regione Liguria. Albero di circa 800 anni che ancora fruttifera.

 

BELPIANO – CASTAGNETI

Immersa nei boschi di abeti della Liguria e a soli 30 minuti dal mare e dalla neve, l’Oasi Belpiano è un luogo di vacanza sia per ragazzi che per gruppi di adulti e famiglie con possibilità di utilizzare un ostello.

 

Levaggi

Poco prima del centro di Borzonasca e dal centro stesso, iniziano due strade che portano alla frazione di Levaggi, un territorio che si estende dal Monte Cucco al Capoluogo.

In Levaggi si trovano due chiese: la parrocchiale, intitolata a San Lorenzo martire,del 1800, che presenta affreschi di pregio e l’Oratorio della Madonna del Soccorso del 1400, antica chiesa “ospizio” per l’accoglienza dei pellegrini, con un artistico portale in ardesia.

Proseguendo si incontra la chiesa di Sant’Antonio delle Canate risalente al XII secolo e giunti a Recroso si può ammirare la chiesa di San Pietro dell’XI secolo.

 

Chiesa Parrocchiale di SAN LORENZO Martire

Della precedente chiesa, più antica (pare risalente a sec. XI ), si sa solo che era “ruinata”.

L’attuale riedificata sullo stesso sito fu aperta al culto il 19 agosto 1653 e dedicata quindi a S. Lorenzo M.

Una sola navata; presbiterio con altare in marmo su cui insiste un’ancona marmorea che custodisce la statua lignea di S. Lorenzo (1850).

Altri quattro altari:

  • Sacro Cuore con statua lignea, tardo ottocento;
  • Altare delle Anime del Purgatorio con tela metà del sec. XVII di autore ignoto;
  • Altare dell’Immacolata con gradevole statua della Madonna – discreta fattura;
  • Altare di S. Antonio con statua lignea primi ‘900.

La decorazione interna in cui predomina la raffigurazione delle storie di San Lorenzo risale al 1903 ed è opera di pittore locale.

La porticina del vecchio tabernacolo in ardesia lavorata è visibile sul retro dell’altare maggiore.

Notevole considerazione merita il timpano della porta centrale, in facciata, in ardesia, datato 1793, raffigurante S. Lorenzo, S. Giorgio e S. Antonio abate.

Dotata di elegante Campanile.

 

Oratorio N. SIGNORA del SOCCORSO

Merita attenzione. Ha rilevanza religiosa – sociale si trova sulla via di espansione dei Monaci di S. Colombano di Bobbio e può essere chiamato “HOSPITALE”. Una simile struttura la ritroviamo a Monastir in Alto Adige. Costruito a mezza costa. Vi si distinguono chiaramente due corpi fabbricati.

Il più antico (XII sec.) costituito da un nartece (portico di facciata) su cui si sviluppa una stanza/ospizio per pellegrini e viandanti: l’accesso alla stanza è la scala all’interno. La balconata/cantoria era per partecipare alle funzioni religiose. Unite a questo le prime due campate della chiesa con soffitto a botte e copertura a vela.

La seconda parte è frutto di un successivo ampliamento che portò all’aggiunta di un’ulteriore campata e del presbiterio con abside circolare (1600).

Il portale d’ingresso (1400) è di ardesia ed è riccamente ornato di fregi. Il timpano dello stesso raffigura la Madonna in maestà tra S. Giovanni Battista e S. Giacomo.

 

Cappella di S. Antonio Abate alle Canate

Passato il valico tra Val di Dorbora e Val di Sturla ci si imbatte in questa vecchia cappella. Facciata a capanna, corpo allungato che dice due strutture di diverse epoche. La più antica comprende il presbiterio con abside piatto databile al 1200.

L’altare in calce con poveri stucchi (1600) accoglie una tela fatiscente anche se di buona fattura e di ignoto autore, raffigurante la Madonna con Bambino, S. Anna, S. Antonio Abate, S. Rocco e un Santo Vescovo (Ambrogio o Agostino).

La pavimentazione è in ardesia e il tetto è a capriata. A lato della porta d’ingresso vi sono due finestre.

 

Cappella di SAN PIETRO Ap. in Recroso

E’ una piccola chiesetta arroccata sul fianco della montagna. La prima costruzione comprende la parte absidale pentagonale con catino a vele, il presbiterio e il campanile. Struttura romanica databile al 1100. il campanile molto rimaneggiato, attualmente con pinnacolo, era una torre piatta con finestre a bifora. La copertura della costruzione era a capriata.

La seconda parte, ampliamento seicentesco non presenta particolari interessi.

Mentre curiosità artistico – storica la suscita il piccolo battistero in marmo bianco attualmente collocato vicino all’altare, che ci dice, come anche l’intitolazione a Santo Pietro apostolo, che la Chiesa fu nel tempo la Chiesa Parrocchiale di Recroso.

 

 

PIAN DEI COSTI – Dorbora/Monte Pezze

Nei pressi tra Case Dorbora ed il monte Pezze è stato rinvenuto un antico insediamento che si sviluppò, secondo gli studi, tra il XV e il XVIII secolo.

Le abitazioni sono a pianta rettangolare su un solo piano e per i principali materiali di costruzione fu utilizzata pietra locale di medie e grosse dimensioni.

Nelle pavimentazioni in acciottolato dei tre edifici, rinvenuti durante gli scavi, sono state trovate tracce di focolari facendo presupporre un uso del fuoco per il riscaldamento o per la panificazione.

Un altro edificio presenta invece un pavimento di terra battuta e altri stili richiamanti il possibile uso come stalla o ricovero per il bestiame.

All’interno sono stati rinvenuti oggetti in ceramica, un rosario femminile in perline di pasta vitrea e osso, e una piccola cornice; proprio la datazione delle ceramiche ha permesso di valutare l’abbandono dell’insediamento nella prima metà del Settecento.

Contemporaneamente agli scavi, sono state condotte delle ricognizioni anche in tutta l’area circostante, che hanno portato all’individuazione di alcuni frammenti di ceramica di epoca romana e tardo antica, dimostrando la frequentazione del sito già in quei periodi

 

BORZONASCA (capoluogo):

Il territorio fu inizialmente soggetto all’Abbazia di San Colombano di Bobbio e poi all’Abbazia di Sant’Andrea di Borzone.

Borzonasca è stata crocevia commerciale tra la costa e l’immediato entroterra. Per il suo ruolo strategico vi furono eretti roccaforti e castelli di difesa dai Conti Fieschi di Lavagna che dominarono sul territorio in epoca medievale e rinascimentale.

Nel vicino Passo del Bocco si registrò, nel 1746, la vittoria dell’esercito franco-genovese contro le truppe austriache per controllo del territorio.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientroò nel dipartimento dell’Entella con Capoluogo Chiavari all’interno della Repubblica Ligure.

Dal 1798 Borzonasca rientrò nel quinto cantone, come capoluogo della giurisdizione dell’Entella e dal 1803 centro principale del primo cantone dell’Entella nella giurisdizione dell’Entella. Annesso al primo impero francese, dal 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento del Appennini.

Nel 1815 fu inglobata nel Regno di Sardegna, secondo decisioni del Congresso di Vienna.

Successivamente dal 1861 nel Regno d’Italia.

 

CIMITERO CAPPELLA ANTICO LEBBROSARIO

Antico edificio attualmente adibito a cappella cimiteriale, anticamente adibito a lebbrosario (1700).

 

ORATORIO

Costruito sulla riva del torrente Penna, evidenzia la difficoltà di una lettura architettonica. Il nucleo originario è detto tradizionalmente “casaccia” (1100?).

Prende valore e vitalità quando verso il 1600 diventa luogo di culto del SS.mo Crocifisso traslato da Borzone. Alla venerazione si unisce anche un po’ di guerra sul tema della proprietà che porta fino all’interdetto nel 1708 e che durò ben otto anni.

Sistemazioni, aggiunte, abbellimenti decorativi si susseguono nel tempo, per quella che è detta la chiesa del Borgo di sotto che dopo la alienazione della cappella cimiteriale nel periodo napoleonico, popolarmente fu chiamato l’Oratorio di San Rocco.

L’oratorio ci accoglie con il bellissimo portale in ardesia datato (trabeazione del timpano 1550) con rilievi di Maria con Bambino, Ss. Filippo e Giacomo la teoria venerante dei membri della confraternita.

All’interno, con una sbiadita decorazione e gli stucchi sgualciti, troviamo cose belle.

L’altare maggiore che custodisce nell’ancona del secolo scorso la statua lignea della madonna della Misericordia.

L’altare del rosario con tela di Francesco Campora (1742) e le formelle dei misteri del Rosario.

Opere presenti: il pulpito marmoreo, le statue lignee di San Rocco (due: l’una databile 1400 l’altra 1700), la statua della madonna del Rosario, imponente, e quella della pietà di vago sapore nordico databile 1500.

 

PIAZZA GARIBALDI + MONUMENTO

La Piazza Pubblica denominata “Piazza Garibaldi” risale al secondo dopoguerra ed è ubicata nel centro del paese assume una funzione strategica all’interno del Comune.

Sottostante ad essa sono ubicati i locali ex-lavatoi, una volta a servizio dell’intero borgo.

 

CENTRO STORICO/EDICOLE/PIAZZA BOTTO/ECC…

Il suo centro storico, riqualificato in modo da esaltare ogni vicolo e piazzetta, ha un carattere particolare, inconfondibilmente “ligure” e, con le sue facciate dipinte “alla genovese”, mantiene intatto il fascino del “vecchio borgo”.

 

SEDE PARCO DELL’AVETO

Nel cuore del Centro Storico di Borzonasca è ubicata la sede del Parco Naturale Regionale dell’Aveto.

Il Parco possiede anche un Centro di Educazione Ambientale che organizza:

  • attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado che prevedono sia interventi in classe che escursioni e visite nella realtà più incantevoli presenti nel parco;
  • mostre sui lavori di educazione ambientale svolti dagli alunni delle scuole del comprensorio del Parco;
  • corsi di aggiornamento per insegnati;
  • corsi di formazione, seminari e convegni per scuole, aziende ed enti locali.

Il Centro di Educazione Ambientale del parco, avvalendosi di guide escursionistiche ambientali, organizza:

  • escursioni per gruppi, società ed associazioni nelle più suggestive realtà presenti nel Parco;
  • escursioni stagionali e a tema grazie alla collaborazione di esperti (Gli animali del parco, il Parco delle stelle…);
  • mostre tematiche e serate con proiezioni su temi ambientale, storico e culturali del proprio territorio.

Presso la sede del Parco dell’Aveto è attiva una biblioteca con un Centro di Documentazione ricco di oltre 1000 volumi su temi ambientali e naturalistici e di circa sessanta riviste specializzate. La flora e la fauna, la storia e la cultura locale, le geografia e la geologia, l’agricoltura e l’ambiente, i Parchi e le aree protette sono gli argomenti principali.

Un’intera sezione è dedicata ai Ragazzi. Sono presenti libri sulla natura, l’ecologia e l’ambiente, oltre a opere di narrativa.

Sono inoltre a disposizione pubblicazioni, guide, cartine, ricerche e tesi di laurea relative al territorio del parco e una raccolta degli elaborati degli alunni delle Scuole del comprensorio, risultato del programma di Educazione ambientale svolto dagli operatori del Parco.

 

SANTUARIO SS CROCIFISSO

Parlare dell’origine di Borzonasca è senza dubbio un po’ difficile. C’è stato uno sviluppo nel tempo sulla direttrice dell’asse viario Oratorio – piazza Botto – via Marrè – via Raggio – Villetto – Chiesuola. Al centro di tale asse viario si ritiene plausibile, da memorie, la presenza di una chiesa con campanile, di modeste dimensioni. Lo sviluppo sociale portò al distacco dalla Parrocchia madre di Careglia e di conseguenza la necessità di un adeguato edificio di culto. La vecchia piccola chiesa fu inglobata in una nuova costruzione iniziata nel 1798 per avere l’attuale imponente forma e altezza.

Architettonicamente l’attuale Chiesa – Santuario si presenta con impostazione classico rinascimentale a una sola navata, con quattro cappelle – altari laterali, ben strutturata ed equilibrata. E’ Santuario del SS.mo Crocifisso e la Croce venerata è la realtà più importante religiosamente e anche artisticamente: di provenienza incerta è un manufatto artistico (lo si potrebbe datare attorno al 1300?) di pregevole fattura, con rimaneggiamenti vari.

L’ancona fastosa che accoglie il Crocifisso insiste su un altare di marmi policromi di ottima fattura.

Le quattro cappelle sono:

Altare della madonna Immacolata: abbondanza di stucchi con statua lignea della madonna (1800).

Altare di San Luigi Gonzaga con tela della sagra contemplazione di Santi opera di Francesco Campora.

Altare della Anime del Purgatorio con affresco di Luigi Morgari (1913).

Altare del Sacro Cuore.

Il ciclo pittorico degli affreschi del presbiterio e catino dell’abside, incentrati sul mistero della Croce sono insieme alla decorazione della volta dovuti alla maestria classicheggiante di Luigi Morgari.

Ultima notazione: alla cappella del fonte battesimale, ciò che rimane di un polittico cinquecentesco senza dubbio attribuibile a Luca Cambiaso: Madonna con Bambino

 

PALAZZO COMUNALE + CASSETTA DOTTOR PRANDINA + PIAZZA SEVERINO

All’interno della sede del Palazzo Comunale è conservata la cassetta del Dottor Giambattista Prandina, medico di Garibaldi, giunto a Chiavari nel 1849. Trasferitosi a Milano nel 1857, continuò a trascorrere l’estate a Borzonasca (Sopralacroce) fino al 1886.
La piazza antistante il Palazzo Comunale è intitolata a Raimondo Saverino Partigiano, venne fucilato di fronte alla chiesa di San Bartolomeo, nell’attuale Piazza a lui intitolata. L’amministrazione comunale gli ha dedicato un monumento sulla facciata del municipio.

Al piano seminterrato del Palazzo Comunale è presente il Museo della Resistenza con innumerevoli calchi del Prof. Neonato Nicola ispirati a episodi realmente accaduti

 

VIA GRILLI/VIA VITTORIO VENETO/ IAT

Il capoluogo si sviluppa sulla strada Provinciale 586 dove hanno sede la maggior parte delle attività presenti nel capoluogo.

L’Ufficio IAT per informazioni turistiche che ospita anche una quadreria con opere di dipinti ad olio ispirati alla Resistenza sempre del Prof. Neonato,

 

VILLETTO

Continuazione del Cestro Storico di Brozonasca con un carattere particolare, inconfondibilmente “ligure” e, con le sue facciate dipinte “alla genovese”, mantiene intatto il fascino del “vecchio borgo”.

 

CHIESUOLA

All’estremità dell’abitato, verso nord località Villetto troviamo la Chiesuola o Madonna della Consolazione.

Con tutta probabilità è la chiesa più antica di Borzonasca, almeno nella parte absidale – presbiteriale chiaramente romanica (1200?).

Fu poi rimaneggiata con allungamenti per ben due volte (1721 – 1900), fino all’attuale situazione.

L’altare in marmi policromi fa da base all’ancona – nicchia con stucchi che custodisce la statua lignea della Madonna con Bambino, di fattura francese.

Rimarchevole il bassorilievo in ardesia sulla facciata raffigurante Dio Padre creatore.

Curiosità: c’era un ponte (come ricorda la lapide) che attraversava il torrente Sturla e che portava al cimitero sull’altra riva.

 

SCUOLE

Edificio intitolato al Professor Giacomo Devoto.

 

OSPEDALETTO – CENTRO ANALISI CLINICHE – ASL – GUARDIA MEDICA

Edificio di recente costruzione adibito a centro medico a servizio del Territorio di Borzonasca.

 

PALAZZETTO DELLO SPORT

Grande palazzetto dello Sport, con posti a sedere per oltre 400 persone, dove si svolgono

numerosi corsi di attività sportive e Tornei interregionali di Badminton organizzati dalla federazione regionale di tale Sport.

 

AUDITORIUM:

120 posti a sedere, un ampio palcoscenico, due camerini per attori, ampio spazio antistante l’edificio con alcuni posti auto.
Le pareti sono state decorate dall’incisore Maurizio Mancuso le cui opere sono visibili attraverso il link al sito: http://mancusoincisore.weebly.com/index.html

I soggetti rappresentati si ispirano al mondo delle muse greche e sono particolarmente idonee a questo ambiente che ospita nel corso dell’anno rassegne culturali varie.

 

SENTIERO/PASSEGGIATA/LUNGO FIUME

Alle spalle del paese si sviluppa una piacevole passeggiate che costeggia il torrente Sturla.

 

EVENTI/MANIFESTAZIONI:

 

  • AGRICASTA manifestazione, arrivata alla 12 edizione, che si svolge nella prima  domenica di Ottobre, evento nel quale si incontrano Associazioni, Comitati locali, Società presenti nel Comune, tutti tesi ad esaltare il territorio, le tradizioni contadine, le sue eccellenti peculiarità, l’artigianato, mostre d’arte varia, mercatini, e la cucina della nostra montagna legata alla castagna.

Tale evento si articola su tutte le principali piazze del paese, allietato da vari complessi musicali nel rispetto della tradizione contadina.

richiama a Borzonasca diverse migliaia di visitatori ai quali vengono offerte gratuitamente oltre una tonnellata di “rostie” ovvero la castagna cotta sulla brace.

  • dal punto di vista storico si tengono annualmente sul territorio di Borzonasca numerose commemorazioni sulle numerose lapidi, cippi, e monumenti esaltanti le gesta del passato… Comune decorato al Valore Civile con medaglia di Bronzo
  • numerose sagre estive organizzate dai comitati locali nelle varie frazioni dislocate sul territorio;
  • La Pro Loco, il parco dell’Aveto ed il Consorzio Ospitalità Diffusa organizzano durante l’anno diverse manifestazioni/incontri/visite guidate/ecc a tema… elenco disponibile annualmente sui loro rispettivi siti internet;
  • sport: tappa fissa ligurbike Alta Via Monti Liguri – Caregli Ring Trail.
  • ecc…

 

ECONOMIA e COMMERCIO:

UN TEMPO NON MOLTO LONTANO,OGNI FRAZIONE DEL NOSTRO COMUNE AVEVA LA SUA BOTTEGA (OGGI PRESENTE SOLO NELLA FRAZIONE DI SOPRALACROCE) CHE FUNGEVA ANCHE DA PUNTO DI AGGREGAZIONE SOCIALE .

 

ATTUALMENTE NONOSTANTE LE MOLTE DIFFICOLTA’ CHE INCONTRA IL PICCOLO COMMERCIO E L’ARTIGIANATO, GRAZIE ALLA TENACIA E ALL’AMORE PER IL NOSTRO TERRITORIO DI COMMERCIANTI ARTIGIANI, IL NOSTRO CAPOLUOGO E IN GRADO DI SODDISFARE OGNI ESIGENZA INFATTI POSSIAMO TROVARE NEGOZI DI- ALIMENTARI CON PRODOTTI TIPICI LOCALI-PANIFICIO-MACELLERIA-FERRAMENTA-PROFUMERIA-TABACCHERIA-GIORNALI-LAVANDERIA-CALZOLAIO-DISTRIBUTORE BENZINA-MERCERIA-ABBIGLIAMENTO-PARRUCCHIERA-ARREDAMENTO-PIASTRELLE–INOLTRE BAR-PUB-PIZZERIA-TRATTORIA –RISTORANTE

 

INOLTRE SONO PRESENTI I SERVIZI ESSENZIALI QUALI – FARMACIA-OSPEDALETTO-UFFICIO POSTALE-DUE BANCHE-PUBBLICA ASSISTENZA CROCE VERDE-STAZIONE CARABINIERI-SCUOLA DELL’INFANZIA DI PRIMO E SECONDO GRADO

 

GRANDE IMPORTANZA PER IL NOSTRO TERRITORIO A LIVELLO OCCUPAZIONALE E’ LA PRESENZA DEI MOLTEPLICI AGRITURISMI – B&B – AZIENDE AGRICOLE SPARSI SIA NEL CAPOLUOGO CHE NELLE FRAZIONI IN GRADO DI SODDISFARE UNA NOTEVOLE E SVARIATA OFFERTA TURISTICA

 

TIPICITA’ GASTRONOMICHE:

  • Bacciocca (torta salata a base di patate quarantine);
  • Miccotti (panetti dorati di farina di granturco);
  • castagnaccio;
  • farina di castagna;
  • “ruette” (biscotti di pasta frolla realizza con l’antico stampo ancora indotazione);
  • Prebugiùn (piatto unico del contadino a base di patate e cavolo nero);
  • Fugazzette de mega (focaccine di Mais);
  • torte povere a base di erbe ecc….
  • miele;
  • olive ed olio;
  • formaggi;
  • patate quarantine;
  • altri prodotti locale;
  • ecc…

 

PERCHE’ UN TURISTA DEVE VISITARE BORZONASCA / BORZONASCA “OGGI”:

Raggiungere Borzonasca significa immergersi in un ambiente incontaminato, in cui è piacevole riposarsi, fare lunghe passeggiate ed escursioni, conoscere tesori di storia e di cultura, andare alla scoperta di ristoranti tipici, o praticare sport.

A pochi minuti dal mare, vi attende un viaggio nel tempo, in un mondo magico dove il ritmo della natura prevale, e la tranquillità e il silenzio sono elementi fondamentali di un paesaggio che cambia in continuazione ed offre diversi modi di trascorrere una vacanza nel verde.

Borzonasca è collocata al centro di un territorio ricco di testimonianze storiche e di leggende.

 

 

 

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21 Aprile 2024 12:02

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